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Oggi tutti danno per scontato che la scuola sia obbligatoria, ma pochi sanno quando quest’obbligo è stato introdotto in Italia. Ebbene si tratta di una delle tante innovazioni che Napoleone introdusse in Italia, prima nelle repubbliche giacobine e poi nel breve Regno d’Italia. È evidente quindi che, almeno in occidente, l’idea di istruzione obbligatoria e universale derivi dalla Rivoluzione Francese. Quindi l’idea che ogni cittadino debba frequentare la scuola fino a una certa età ha più di 200 anni ed è ormai connaturata.

Molto più recente il concetto di apprendimento permanente che nasce negli anni ’70 del secolo scorso e che risponde sul piano astratto alla crescita culturale come miglioramento di sé e sul piano pratico alla necessità di chiunque lavori di adeguare le proprie competenze in un mondo che evolve sempre più rapidamente e che richiede quindi un continuo aggiornamento di competenze, nozioni, procedure, applicazioni.

Negli ultimi decenni, la costante accelerazione nello sviluppo delle tecnologie da un lato e dall’altro la proliferazione delle relazioni produttive e commerciali ormai estese all’intero pianeta hanno reso l’aggiornamento professionale indispensabile praticamente per tutte le aziende e in tutte le professioni.

Esiste quindi un interesse convergente tra aziende e lavoratori, un interesse molto concreto, verso la formazione continua.

Per mantenere competitività le aziende devono disporre di personale altamente qualificato, soprattutto negli ambiti strategici.

I lavoratori trovano conveniente aggiornare le proprie competenze e renderle sempre più adeguate ai ruoli che devono svolgere.

Ormai esiste una molteplicità di tipologie di formazione permanente, così come sono moltissime le possibili modalità di erogazione. Siamo perennemente stimolati ad ampliare o a migliorare le nostre competenze, attraverso tutti i canali comunicativi: TV, media, pubblicità, email e quant’altro. Al punto che si potrebbe perfino avere la sensazione che l’offerta di opportunità formative superi la domanda! La scelta tra tutte le offerte formative esistenti deve quindi essere compiuta con attenzione e preferibilmente impostando un piano che copra le esigenze aziendali prevedibili in un arco temporale di almeno due anni.

In azienda occorre innanzitutto ragionare in modo integrato individuando le aree di business, la qualità e la quantità di personale addetto che presidia tali aree e valutare le esigenze attuali e future. Se per un momento immaginiamo che l’azienda fosse il corpo di un atleta professionista potremmo metaforicamente pensare che le ossa sono gli asset portanti (beni immobili e strumentali, impianti, ecc), i muscoli sono il personale e il nutrimento (o l’energia) sono il know-how, ossia le competenze operative e la loro capacità di rispondere alle sfide del mercato.

L’esito di questa valutazione preliminare può dare essenzialmente tre casi:

  1. Si riscontrano difficoltà e preoccupazioni nell’andare avanti: insomma si arranca. Il corpo è molto affaticato e si richiedono misure urgenti di sostegno.
  2. La struttura appare adeguata alle necessità e il lavoro procede bene. Il corpo è prestante e va tenuto in esercizio costante.
  3. Nel complesso la struttura sta andando bene, ma c’è bisogno di rinnovarsi e prepararsi per un ampliamento o una diversificazione dei prodotti o dei servizi. Occorre allenare il corpo con un programma di esercizi concepiti ad hoc.

Come si vede, in un’azienda vitale, le competenze operative devono sempre essere corroborate e vanno mantenute sistematicamente in esercizio, la formazione quindi gioca un ruolo importante per la competitività delle aziende sul mercato.

La formazione rappresenta un’attività strategica per qualsiasi organizzazione: la crescita delle risorse è fondamentale per la crescita aziendale.

TÜV NORD Italia, sede italiana del Gruppo Multinazionale TÜV NORD presente in 70 paesi nel mondo e oltre 100 anni di storia, ha voluto trasformare le proprie competenze tecniche in una ricca gamma di servizi che vanno oltre alle attività di verifica e audit, per consentire alle aziende di sviluppare le competenze interne e supportare la crescita delle persone. In questo contesto l’area Education ha sviluppato la propria proposta formativa che comprende corsi introduttivi, di approfondimento e specialistici da erogare in aula o in modalità online live per fronteggiare le esigenze di sicurezza adottate a seguito dell’emergenza Covid-19. Oltre alla ricca gamma di corsi già proposti, TÜV NORD Italia ha sviluppato un percorso formativo specifico per il settore agroalimentare, per fornire alle aziende tutte le conoscenze che sono necessarie per affrontare le sfide del mercato agroalimentare.

Elisabetta Szulin – Responsabile Food & Agriculture per TÜV NORD Italia